09/02/2010
Il rapporto Chiesa - Preti pedofili!
Fresche di ieri, le parole di Papa Benedetto XVI arrivano a commentare il ventesimo anniversario della Convenzione dell’Unicef sui diritti dell’infanzia, davanti all’assemblea plenaria del pontificio Consiglio per la famiglia.
Diritti dell’infanzia violati da alcuni membri (scelta di termine azzeccata) della Chiesa, secondo Ratzinger: “Un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e condannare”.
Un passo importante l’ammettere distintamente la presenza costante della piaga. Chiarimento: parliamo di uomini malati, siano essi preti o meno. E sono queste, tra le altre, le persone che nelle presentazioni de “La città dei Sacerdoti” chiamo le guide sbagliate. Uomini che segnano il destino di altri uomini (soprattutto) e donne, attraverso un gioco meschino di fiducia e silenzio. Mostri che devono pagare.
Qualcuno dirà “Meglio tardi che mai”, qualcun altro che “La Chiesa da sempre si batte contro la pedofilia” e altri ancora che “Sono tutte stupidaggini inventate dai ragazzini che si fingono vittime, che quelle persone non possono aver commesso gesti simili”.
Mettiamola così, se avete un parere tutto vostro, non necessariamente affine con quelli da me proposti, e non vi ci volete separare, bene, tenetevelo stretto. Se invece volete saperne un po’ di più e dare un’occhiata al servizio della BBC del 2006 (qui sotto, diviso in cinque spezzoni da dieci minuti), sono sicuro che aumenterete il vostro disgusto.
Le immagini sono vecchie, la pedofilia invece è sempre attuale.
Credo sia importante ricordare, perché resti bene in mente che spesso la legge è diversa per tutti.
Nota: Vi chiedo scusa ma Youtube mi è diventato ostile per cui posto soltanto i link dei video. Potete vedere i video cliccando sui collegamenti e presto li metterò nel post.
BBC - Parte 1
BBC - Parte 2
BBC - Parte 3
BBC - Parte 4
BBC - Parte 5
Fonte: Ansa, BBC
06/02/2010
Gaza, Piombo fuso e verità parziali!
Visitando Firenze per l’ennesima volta mi sono deciso a entrare in uno dei due musei (forse sono anche di più) che propongono alcune riproduzioni dei progetti di Leonardo Da Vinci. Una di queste è la camera degli specchi, una specie di scatola senza il coperchio, alta poco più di una persona e formata da otto pareti a specchio. Ci si accede da una porta richiudibile e all’interno è possibile vedere, nella moltiplicazione della figura, ogni lato di un oggetto senza necessità di girargli attorno.
Certamente non era l’intenzione del genio, ma entrandoci ho provato un senso di smarrimento particolare. Più o meno come quando si è costretti a confrontarsi con la verità. Un fatto, una verità, non è mai univoca, come la nostra immagine davanti a un singolo specchio. È piuttosto composta da infinite sfaccettature proprio come la camera degli specchi di Leonardo. Se ci stai a lungo, o presti poca attenzione, finisci per perdere il senso dell’orientamento e non capire più qual è l’uscita.
Davanti a quanto accade nei territori palestinesi, e nella striscia di Gaza in particolare, si assiste a un insieme di sfaccettature. Ognuno guarda il lato che preferisce, sulla base di motivazioni politiche, ideologiche e via discorrendo. Arrivare ad affermare però che l’operazione Piombo fuso sia stata una giusta reazione di Israele, è un altro paio di maniche.
Questa reazione, secondo gli Israeliani, sarebbe la conseguenza della ripresa dei lanci di razzi Qassam, razzi rudimentali e poco più che fatti in casa, che per otto anni hanno colpito il territorio israeliano. Raggiungono distanze dai dieci e i quarantacinque chilometri e hanno un basso potere distruttivo (ma ce l’hanno). I lanci sono cominciati circa nel 2000 e hanno raggiunto un totale che supera abbondantemente gli 8000 ordigni. In compenso hanno prodotto tra le dieci e le quindici vittime israeliane. Il loro uso mira piuttosto a sfiancare le popolazioni israeliane che vivono vicine ai confini della striscia di Gaza.
Dal 2006, quando l’organizzazione palestinese filoislamica Hamas ha vinto le elezioni, ottenendo la maggioranza dei seggi dell’Autorità Nazionale Palestinese, Israele ha imposto un embargo su Gaza, impedendo l’arrivo dei camion di aiuti internazionali e i rifornimenti di cibo e carburante. Secondo i palestinesi, la ripresa dei lanci, dopo la calma prodotta dagli accordi mediati dall’Egitto, sarebbero le morti di alcuni militanti, di altri cittadini palestinesi e ancora, la mai interrotta morsa dell’embargo.
Piombo fuso si è tradotto in una manovra militare enormemente superiore alle forze del nemico. Ha prodotto 1400 morti, la distruzione di decine di migliaia di case e quasi un migliaio di aziende, con più di 300 scuole gravemente colpite. Tutto questo secondo il rapporto di Amnesty International, Suffocating: the Gaza Strip under israeli blockade. Soltanto 100 vittime sono state uccise da uno scontro ravvicinato, il resto, da bombe sganciate dagli aerei a reazione, dai droni o lanciati dagli elicotteri. Altri, dalle nuove armi di artiglieria, profondamente digitali e che permettono di vivere la morte vera e propria con le stesse emozioni della play station.
Vantarsi di non aver approvato il documento Goldstone, resoconto dell’inchiesta commissionata dal Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, non è a mio parere un vanto. Il rapporto denuncia Israele (ma non a sufficienza i gruppi armati palestinesi, di qui le polemiche) di gravi violazioni dei diritti umani nella striscia di Gaza e non solo, con un’oculata descrizione degli avvenimenti nei giorni dell’operazione Piombo fuso, tra cui i bombardamenti di case, ospedali, moschee e scuole. E ancora, l’uso di armi proibite come il fosforo bianco, gli ostacoli verso i soccorsi ai feriti, l’uccisione di civili in fuga con la bandiera bianca e l’uso di scudi umani. Ogni elemento è contenuto nel documento, che è stato bocciato, ma ciò non cancella l’esistenza dei fatti.
Continuerò a scrivere post simili a questo e a vedere soltanto uno o alcuni lati della verità, come nella camera degli specchi di Leonardo. Altre persone continueranno a vedere sfaccettature diverse. Questo lo capisco, è fisiologico dell’essere umano. Ciò che non comprendo è se davvero il negazionismo a senso unico possa giovare a qualcuno.
Fonte: Wikipedia, Rete Eco, In Dies, Internazionale n°832
17:15
Scritto da : lcds1
in Mondo, Uomo | Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| Tag: striscia, gaza, palestina, israele, berlusconi, hamas, goldstone, droni, qassam, piombo | OKNOtizie |
Facebook
30/01/2010
Il Dottor Anthony!
Meno extracomunitari = Meno criminali.
Mentre in questi giorni continua la querelle e il dibattito su chi sia più delinquente di chi, e di certo alcune voci hanno esperienza in merito, sposto gli occhi un po’ più in là e guardo storie che raccontano l’immigrazione. L’immigrazione, punto. Senza aggettivi e considerazioni.
Parlo di Anthony Kakpindi Soyei, originario della Sierra Leone, che per tanti anni ha vissuto in Italia. Ha ottenuto la laurea in medicina a Parma e la specializzazione in Pediatria a Ferrara. Il suo paese d’origine racconta una storia già sentita: colonialismo, finta repubblica, colpi di stato, guerra civile (con più di 200 mila morti), corruzione, malapolitica, fame e quant’altro.
Anche Soyei è un immigrato. Da Ferrara, dove poteva vivere tranquillamente guadagnando e arricchendosi, ha deciso di concentrarsi sulla Sierra Leone, tornando a lavorarci come medico nel 1996. Ha costruito due ospedali: la Holy Mary children’s clinic a Freetown (la capitale, che nel nome ricorda la storia, gli schiavi liberi del post-colonialismo) e un ospedale da 150 letti a Bo, seconda città del paese. Fondatore della scuola per infermieri Marta Bernasola. Console onorario dell’Italia dal 1998. Asse importante per la donazione di 57 tonnellate di riso dall’Italia, per la cancellazione del debito estero della Sierra Leone verso l’Italia e per la donazione di dieci milioni di euro per un progetto sociale.
Tra il 1993 e il 1995 è stato presidente dell’associazione di Ferrara: Cittadini del mondo, che promuove attività ed eventi in favore del dialogo tra le diverse culture. La prima frase che potete leggere sul sito dell’associazione alla voce “Chi siamo” è: “Nel mio paese nessuno è straniero”.
Soyei ha annunciato nell’agosto 2009 la sua candidatura alle presidenziali del 2012 in Sierra Leone col Sierra Leone people’s party. Ha deciso di impegnarsi ancora di più, per dare una direzione diversa al paese.
Anche questa è un storia d’immigrazione.
Fonte: Internazionale n. 830, Wikipedia
13:33
Scritto da : lcds1
in Mondo, Uomo | Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| Tag: anthony, dottor, dr, criminali, 'cittadini del mondo', sierra, leone, immigrati, meno, extracomunitari | OKNOtizie |
Facebook
27/01/2010
Anti – Alzheimer: meglio la fede o le pillole?
Due notizie vanno nella stessa direzione, anche se da strade un tantino diverse. La prima è quella proposta dai ricercatori della Clinica Geriatrica dell’Università di Padova, diretta dal Prof. Enzo Manzato.
La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati su “Current Alzheimer Research”, hanno studiato l’attività quotidiana di 64 pazienti affetti da Alzheimer. Li hanno divisi in gruppi, tra basso, medio e alto livello di religiosità.
Ne hanno studiato, per un anno, l’autosufficienza nelle attività basilari (come vestirsi, mangiare da soli e lavarsi) e in quelle più complesse (come telefonare). Il risultato è davvero interessante. Chi era più religioso ha subito una perdita di grado cognitivo inferiore del 10% rispetto a chi non era particolarmente credente.
Il Prof. Manzato ha affermato questo: "E' noto che gli stimoli sensoriali provenienti da una normale vita sociale rallentano il decadimento cognitivo, ma nel caso dello studio riportato sembra essere proprio la religiosità interiore quella in grado di rallentare la perdita cognitiva. Non si tratta quindi di una ritualità cui si associano determinati comportamenti sociali, bensì di una vera e propria tendenza a 'credere' in una entità spirituale".
Dalla Francia, invece, arriva il rimedio farmacologico. È opera delle ricerche di Etienne-Emile Baulieu (l’inventore della pillola RU486, quella del giorno dopo, per intenderci). L’Endocrinologo e Biochimico ha scoperto una proteina che rallenterebbe gli effetti dell’Alzheimer.
La proteina in questione si chiama: Fkbp52 ed è presente nel cervello in grande quantità. Stimolandola con un farmaco, andrebbe a riparare la Tau, un’altra proteina, scoperta nel 1988 da Michel Goedert, implicata nel buon funzionamento dei neuroni. La Tau sarebbe la principale responsabile dell’Alzheimer e delle demenze senili.
La scoperta, o meglio, la ricerca che dovrebbe partire ora, aprirà la possibilità a una diagnosi precoce, già cinque o dieci anni prima dell’insorgere dei segnali clinici e, probabilmente, potrebbe portare benefici contro l’avanzamento della malattia.
Ecco, appunto, “dovrebbe”. Sì, perché l’annuncio non è casuale. Per continuare la ricerca servono 5 milioni di euro, che di questi tempi non li trovi facilmente. Qualcosa si sta muovendo, qualche finanziatore si sta mettendo in moto, ma la cifra è alta.
Dunque, miei cari futuri centenari che andrete a rimpolpare gli attuali 35 milioni di malati di Alzheimer in tutto il mondo (le stime sul futuro dello studio condotto da Alzheimer’s Disease International, Adi, parlano di 65,7 milioni nel 2030 e 115,4 milioni nel 2050), non temete, potete stare tranquilli.
Tra scienza e fede, risparmierete sulle badanti!
Divieto di Burqa!
Nasce in Fancia, ma per osmosi sta trasmettendosi anche in Italia. Nasce dalla raccomandazione di una commissione parlamentare dell’Assemblea nazionale francese, che suggerisce alla nazione di vietare il velo islamico integrale e chiede di prendere le misure necessarie affinché esso sia bandito dai luoghi pubblici.
Mentre se ne discute, spunta l’idea di vietarlo anche in strada, più in generale, in pubblico. La motivazione è che il burqa e il niqab sono “contrari ai valori della Repubblica”.
In Francia i musulmani sono circa sei milioni, le donne che indossano il velo integrale circa duemila. Una netta minoranza, ma qui non si parla di numeri, si parla di diritti. Gli stessi che difende Hassen Chalghoumi, l’Imam della moschea di Drancy che, dopo aver appoggiato la legge contro l’uso del burqa, ha ricevuto la visita di 80 fedeli... più conservatori. Per ora si sono limitati alle intimidazioni ma il futuro è poco roseo.
La colpa di Chalghoumi, forse, oltre a quella d’aver abbracciato la proposta, è anche di presiedere la Conferenza degli Imam, che porta avanti il messaggio di dialogo interreligioso e promuove l’Islam aperto. Non tutti, però, sono aperti quanto lui.
Se ne discute e si propone. Tuttavia, le imposizioni per legge non credo siano la soluzione giusta per risolvere il problema. Tutti dalla stessa parte, nulla da dire, una tradizione che aliena la donna e ne limita i diritti. Ma intervenire su un argomento così fragile in questo modo è come gettare benzina sul fuoco. Serve a inasprire gli animi, anziché aprire un dibattito. Col rischio che, tentando di portare sviluppo, si arrivi a vedere quelle donne rinchiuse in casa definitivamente.
Il mondo va avanti, le tradizioni vengono meno con la consapevolezza dei diritti, con un grado più elevato di istruzione, con la naturale miscellanea di tradizioni, pescati anche dall’occidente.
I diritti per legge, se spiegati male, si trasformano spesso in limitazioni. Questo, credo, è il rischio che si corre.

MATTEO MONCO, classe 1979, vive a Fiesso Umbertiano, in provincia di Rovigo.
La città dei sacerdoti è il racconto di un’avventura, la storia di pochi ragazzi che dichiara guerra ai massimi sistemi del potere, nel nobile scopo di liberare se stessi e i loro simili dalla prigione mentale che li circonda.




